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Il suo culo era mio

Mi sono spogliato rapidamente mentre lei stava ferma, e ho guardato il suo corpo alzarsi e abbassarsi ad ogni respiro. Ho aperto il cassetto in silenzio e ho messo una bottiglia di lubrificante sul comodino.

“Ti è piaciuto scopare l’amico di papà?”. Ho chiesto.

“Sì”, mi disse.

“Ti è piaciuto il suo grosso cazzo?”

“Sì, papino.”

La mia mano si mosse tra le sue gambe, e lei era ancora così bagnata che mi ricoprì le dita all’istante. Ne ho spinte tre dentro di lei. Per un attimo sono stato incerto, ma la vista del suo culo mi ha scioccato, il mio cazzo ora duro contro di lei.

“Vuoi scopare di nuovo?”. Chiesi. Ancora una volta ho spinto le mie dita più all’interno, spingendole dentro e fuori.

“Sì. Mi dispiace. So che è sbagliato, ma lo voglio”.

Mentre parlava, le ho girato la testa, così si è girata verso di me e ho tirato su il culo. Afferrai il lubrificante dal tavolo, mi spalmai le dita e la baciai sulla testa.

“Vuoi che ti scopi proprio qui?” Le chiesi. “Lo vuoi sul letto di papà?”

“Sì”, gemette, alzando il culo in aria. Aprì le gambe da sola, come se cercasse di nuovo la mia mano.

“Sai cosa farò?” Le chiesi, non lasciandola rispondere. “Adesso, proprio qui?” Presi le dita contro il suo buco del culo, e lei ansimò in un misto di orrore ed eccitazione. Gemeva e si contorceva mentre le infilavo un dito dentro. Cazzo, potrebbe essere più difficile di quanto pensassi. Mi sono appoggiato su di lei, il mio peso contro il suo corpo mentre spingevo il dito più in profondità dentro di lei, e poi l’ho detto ad alta voce.

“Sei stata terribile, lo sai? Sei stata una sporca sgualdrina, e questo significa una sola cosa. Sai cosa succede alle troie? Sai cosa fa papà con le ragazze come te?”.

Ha scosso la testa mentre spingevo dentro un altro dito coperto di lubrificante.

“Ti scoperò il culo. Papà ti scoperà il culo in modo che, qualunque cosa accada, ti ricordi che sei mia. Hai capito?

“Sì, papino”, gemette più e più volte, tenendosi finalmente ferma quando ho tirato fuori le dita.

“Sei pronta?” Le chiesi. “Sei pronta a farti scopare qui da papà?” La testa del mio cazzo era contro di lei, e non c’era modo di farla entrare.

“Non lo so”, piagnucolò mentre premevo più forte. Per un lungo periodo, mi è sembrato che trattenesse il respiro mentre mi sforzavo di allinearla sotto di me. Le ho tirato giù i fianchi dal letto, ho aperto le cosce e ho spinto di nuovo. Infine, ho versato più lubrificante sulla mia mano, ho lubrificato il mio cazzo, e provato ancora una volta.

“Oh cazzo”, ha sussurrato quando improvvisamente la testa ha sfondato, penetrandola per la prima volta. Non mi sono mosso mentre la tenevo ferma, ma ci sono volute tutte le mie forze per non scoparla semplicemente con forza.

“Respira”, sussurrai. “Rilassati e respira”.

Lei fece un respiro profondo, e io mi spinsi ancora di più, guardando con stupore mentre il mio cazzo cominciava a svanire dentro il suo piccolo corpo. I suoi gemiti divennero più profondi quando entrai in lei, e i suoi singhiozzi si mischiarono a grida di piacere.

“Oh Dio, il tuo culo è incredibile, il tuo culo è così stretto”. Quando ho guardato di nuovo in basso, mi sono ritrovato dentro di lei, e siamo rimasti lì, immobili per secoli.

“Sei pronta?” Alla fine le chiesi, con le mani che si muovevano verso i suoi fianchi.

“Sì, papino”, gemette.

“Lo vuoi?” Le chiesi, avendo bisogno di sentirglielo dire tanto quanto mi eccitava.

“Sì, papino. Ti prego, fallo.”

“Fallo cosa?” Le chiesi, scivolando lentamente fuori da lei.

“Per favore”, disse, ansimando. “Per favore scopami il culo, papino.”

Cominciai lentamente, ancora preoccupato di poterle fare del male, ma nel giro di pochi minuti lei mi spinse contro mentre la scopavo. Ero sepolto nel culo più bello del mondo, e lei mi pregava di farlo più forte. Sono passato dal guardare i nostri corpi a baciare la parte posteriore del suo collo, ma l’ho scopata più velocemente e più duramente ad ogni gemito.

“Papino”, urlò improvvisamente, come se le stesse succedendo qualcosa di strano. Ha guardato indietro verso di me come ho spinto, e ha morso il suo labbro. “Oh cazzo sto venendo. Non so come, ma sto venendo. Oh Dio, non fermarti. Continua a scoparmi il culo, per favore.”

Ha tremato più forte che mai. Stavo per venire anch’io, ma non importava. Il suo culo si stringeva intorno a me, urlava, gemendo e supplicandomi, e io non volevo fermarmi. Volevo venire per ore, e poi scoparla ancora una volta. Volevo scoparla finché non avesse saputo che il suo culo era mio.

“Vieni per me”, le dissi, come se avesse avuto scelta. “Vieni per papà”.

Appena le parole sono uscite dalla mia bocca, sono venuto anch’io, ed è finita. E’ stato l’orgasmo più intenso che abbia mai provato. Il suo piccolo corpo tremava. Dopo tutto quello che avevamo fatto, eravamo solo noi. Era qualcosa che non volevo condividere. Era mio.

Il suo culo era mio.

Written by Giovanna

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