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Godimento puro nel guardarlo mentre si masturba sotto la doccia – Parte 2

L’acqua schizza, il sapone crea una spessa schiuma bianca ai bordi del suo palmo chiuso, goccioline che schizzano via dalla testa del suo cazzo ad ogni colpo. Le sue cosce sono tese con lo sforzo di rimanere in piedi, e anche i muscoli degli avambracci sono ben definiti – a dimostrazione che questo non è solo uno spettacolo che sta facendo per me, sta stringendo con la stessa forza che farebbe quando è solo. Si sta spingendo a venire, e in quel momento sono quasi scomparsa. Svanita in sottofondo, fino a quando tutto quello che riesce a percepire è una nuvola di vapore, e l’acqua nei suoi occhi, e il pulsare pulsante del suo stesso cazzo mentre ne strappa fino all’ultima goccia di piacere.

Oh. Mio. Dio.

Quando ha spento l’acqua ed è uscito dalla doccia, è stato come se fossi stata scossa dalla trance. Non riuscivo a vedere cosa stesse facendo mentre usciva e si asciugava – tutto quello che riuscivo a vedere era l’impronta di quell’immagine nel mio cervello. Di lui che si appoggiava al muro con una mano, le spalle leggermente piegate per appoggiarsi alla masturbazione, gli occhi chiusi e le labbra serrate e ogni fibra del suo corpo che si sforzava di raggiungere l’orgasmo.

Cazzo. CAZZO.

Tutte le mie perversioni e i miei desideri, riversati ordinatamente in quest’unica scena, sono stati recitati da qualcuno il cui corpo lo fa per me in un modo davvero specifico, avvolto dall’odore del suo bagnoschiuma e dalla forma del suo busto e oh mio Dio il colore dei suoi Occhi quando mi guarda e mi chiede “ti è piaciuto? Il suono della carne bagnata che si strofina e il ricordo del suo braccio quando si appoggia al muro. Tutto – TUTTO – è stato adattato così perfettamente alle cose che mi eccitano. L’unico modo possibile per renderlo migliore sarebbe stato se avesse finito col farmi un cenno, guardandomi con gli occhi accesi, e poi mi avesse ordinato di inginocchiarmi e di aprire la bocca.

Ma anche in quel caso… allora sarebbe cambiato tutto. La dinamica sarebbe passata a una dinamica in cui tutto girava intorno a me – o almeno in parte intorno a me – e allora mi sarebbe mancato il piacere di trattenere il respiro e di stare immobile per non disturbarlo. Niente distrugge una buona performance come la partecipazione del pubblico.

È successo senza di me, davanti a me.

È stato perfetto.

E quando lui si è vestito ed era pronto per il pranzo, io ero così in fondo alla tana del coniglio della lussuria che a malapena riuscivo a vedere il resto della giornata. Ogni volta che lo guardavo, immaginavo che chiudesse gli occhi per far scorrere l’acqua calda sul suo viso mentre si masturbava. Quando quella sera ha messo la mano sulla mia su un tavolo del pub, quella sera, ho immaginato il suo pugno chiuso e insaponato che batteva sul suo cazzo. E quando si è sdraiato sul divano con un braccio sopra la testa per comodità, l’ho visto appoggiato al muro, chino sul suo stesso cazzo, fare la cosa più sexy che gli abbia mai visto fare.

Ma questo è successo dopo. In questo preciso momento, pochi secondi dopo aver fatto un passo fuori dalla doccia, mi sembra la fine assoluta. Non sarò mai più così arrapata. Quando si è asciugato mi ha spogliata e mi messa davanti allo specchio della nostra camera da letto: si posiziona dietro di me per guardarmi in faccia, mi mette un braccio intorno al collo per tenermi ferma, e usa l’altro per strofinare la fessura della mia fica. Chiudo gli occhi e mi appoggio a lui, gocciolando oceani sulle sue dita che gli colano sul palmo della mano e sul polso. E tutto quello che riesco a vedere nella mia testa è lui, bagnato e duro e bello e vigoroso e così pieno di lussuria e di ardore. Si masturba sotto la doccia come se nemmeno io lo guardassi.

Mi masturberò su questo per anni. È il dono più grande, il più perfetto che mi abbia mai fatto.

Written by Giovanna

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Un occhio nero e due lingue sul suo cazzo